Ed uscimmo a riveder le stelle


Oggi sembra che non si sia più spazio per leggere, né soprattutto desiderio di farlo - esordisce la consigliera Miele - Questo è il tempo della tecnologia e dei grandi mezzi di comunicazione che assorbono la maggior parte del nostro tempo e dei nostri interessi.

Il libro e la sua fruizione sembrano non poter competere con la rapidità e il dinamismo che contraddistinguono la civiltà tecnologica. La nostra idea è che invece, la lettura di un libro sia un piacere intramontabile e che, anzi, porti la persona a ritagliarsi uno spazio con se stesso, a volersi bene.

L’iniziativa “Ed uscimmo a riveder le stelle” si colloca proprio in tale prospettiva: conoscere gli autori, sentirli raccontare le loro storie, i loro personaggi non può che incuriosirci a conoscere l’oltre.
Ringrazio la Regione Lazio per aver creduto nel nostro progetto e la Fondazione De Cultura per averlo realizzato.

Il libro è sempre incontro con il diverso - continua il sindaco Giovannoli - con qualcosa di altro. In questo senso nutrirsi attraverso un libro significa relazionarsi con l’altro, è sempre apertura ad altro. Infatti esso stimola, suggerisce l’accesso ad altri testi, pertanto a nuovi orizzonti e nuove prospettive. Proprio in questo senso il libro è un potente antidoto contro ogni idea, pensiero, volontà che voglia proporsi come definitiva.
Nel corso della manifestazione avremo anche il piacere di ringraziare coloro che hanno prodotto le loro riflessioni sulla pandemia che sono poi confluite nella raccolta antologica #ioscrivodacasa.