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Venerdì, 24 Ottobre 2014

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IMU-IMPOSTA MUNICIPALE PROPRIA

IMU-IMPOSTA MUNICIPALE PROPRIA

Dal 2012, ai sensi del D.L. 201 del 6/12/2011 convertito con L. 214/2011, è istituita l'Imposta Municipale Propria (Imu) che ha sostituito l’Imposta Comunale sugli Immobili (ICI) e, per la componente immobiliare, l’IRPEF e le relative addizionali dovute per i redditi fondiari relativi ai beni non locati.
L’Imu ha per presupposto il possesso di immobili, ivi comprese l’abitazione principale e le pertinenze della stessa.

Chi versa l’Imposta Municipale Propria - Soggetti passivi dell’imposta

Soggetti passivi dell’Imposta Municipale Propria sono il proprietario di immobili, inclusi i terreni e le aree fabbricabili, a qualsiasi uso destinati, ivi compresi quelli strumentali o alla cui produzione e scambio è diretta l’attività dell’impresa, ovvero il titolare di diritto reale di usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi, superficie sugli stessi. Nel caso di cessione di aree demaniali, soggetto passivo è il concessionario. Per gli immobili, anche da costruire o in corso di costruzione, concessi in locazione finanziaria, soggetto passivo è il locatario a decorrere dalla data della stipula e per tutta la durata del contratto. (D.lgs. 14/03/2011 n.23, art.9).

Per cosa si versa l’Imposta Municipale Propria - Oggetto dell’imposta

a) per fabbricato si intende l'unità immobiliare iscritta o che deve essere iscritta nel catasto edilizio urbano, considerandosi parte integrante del fabbricato l'area occupata dalla costruzione e quella che ne costituisce pertinenza; il fabbricato di nuova costruzione è soggetto all'imposta a partire dalla data di ultimazione dei lavori di costruzione ovvero, se antecedente, dalla data in cui è comunque utilizzato;
b) per area fabbricabile si intende l'area utilizzabile a scopo edificatorio in base agli strumenti urbanistici generali o attuativi ovvero in base alle possibilità effettive di edificazione determinate secondo i criteri previsti agli effetti dell'indennità di espropriazione per pubblica utilità. Sono considerati, tuttavia, non fabbricabili i terreni posseduti e condotti dai soggetti indicati nel comma 1 dell'articolo 9, sui quali persiste l'utilizzazione agro-silvo-pastorale mediante l'esercizio di attività dirette alla coltivazione del fondo, alla silvicoltura, alla funghicoltura ed all'allevamento di animali. Il Comune, su richiesta del contribuente, attesta se un'area sita nel proprio territorio è fabbricabile in base ai criteri stabiliti dalla presente lettera;
c) per terreno agricolo si intende il terreno adibito all'esercizio delle attività indicate nell'articolo 2135 del codice civile. (D.lgs. 30/12/1992 n°504)

Metodo di calcolo

Per i fabbricati iscritti in catasto, il valore è costituito da quello ottenuto applicando all'ammontare delle rendite risultanti in catasto, vigenti al 1° gennaio dell'anno di imposizione, rivalutate del 5 per cento ai sensi dell'articolo 3, comma 48, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, i seguenti moltiplicatori (D.L. 06/12/2011 n.201, art.13 comma 4):

-160 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale A e nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7, con esclusione della categoria catastale A/10;
-80 per i fabbricati classificati nella categoria catastale A/10;
-140 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale B e nelle categorie catastali C/3, C/4 e C/5;
-55 per i fabbricati classificati nella categoria catastale C/1;
-60 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale D, ad eccezione dei fabbricati classificati nella categoria catastale D/5;
-80 per i fabbricati classificati nella categoria catastale D/5.

Per le aree fabbricabili, il valore è costituito da quello venale in comune commercio al 1° gennaio dell'anno di imposizione, avendo riguardo alla zona territoriale di ubicazione, all'indice di edificabilità, alla destinazione d'uso consentita, agli oneri per eventuali lavori di adattamento del terreno necessari per la costruzione, ai prezzi medi rilevati sul mercato dalla vendita di aree aventi analoghe caratteristiche. (D.lgs. 30/12/1992 n°504)

Versamento

I soggetti passivi effettuano il versamento dell'imposta dovuta al Comune per l'anno in corso rateizzato, la prima scadenza sarà il 18 giugno e il saldo il 17 dicembre. (D.lgs. 14/03/2011 n.23, art.9).

Esclusivamente per l'abitazione principale e le relative pertinenze è facoltà dei contribuenti versare l'imposta anche in tre rate (scadenze 18 giugno, 17 settembre e 17 dicembre).
Il versamento dell’imposta è effettuato con modello F24.

I codici tributo utili alla compilazione del modello sono i seguenti:

- E392 Codice ente/codice comune

- 3912 IMU – imposta municipale propria su abitazione principale e relative pertinenze – articolo 13,c.7, d.l.201/2011 – COMUNE
- 3913 IMU imposta municipale propria per fabbricati rurali ad uso strumentale – COMUNE
- 3914 IMU imposta municipale propria per i terreni – COMUNE
- 3915 IMU imposta municipale propria per i terreni – STATO
- 3916 IMU imposta municipale propria per le aree fabbricabili – COMUNE
- 3917 IMU imposta municipale propria per le aree fabbricabili – STATO
- 3918 IMU imposta municipale propria per gli altri fabbricati - COMUNE
- 3919 IMU imposta municipale propria per gli altri fabbricati - STATO

La quota da versare allo Stato per i terreni, le aree fabbricabili e gli altri fabbricati è pari al 50%
dell'importo calcolato applicando l'aliquota di base all’imponibile di questi immobili e terreni. La
quota di imposta risultante è versata allo Stato contestualmente all’IMU utilizzando il codice
apposito. (D.L. 06/12/2011 n.201, art.13 comma 11)

Le aliquote e le detrazioni

L’aliquota di base da utilizzare per l’acconto è pari a 0,76%.
L’aliquota per abitazione principale da utilizzare per l’acconto è pari a 0,4%.
Per abitazione principale si intende l'immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore dimora abitualmente e risiedeanagraficamente. Per pertinenze dell'abitazione principale si intendono esclusivamente quelle classificate nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7, nella misura massima di un'unità pertinenziale per ciascuna delle categorie catastali indicate, anche se iscritte in catasto unitamente all'unità ad uso abitativo. (D.L. 06/12/2011 n.201, art.13 comma 2) Dall'imposta dovuta per l'unità immobiliare adibita ad abitazione principale del soggetto passivo e per le relative pertinenze, si detraggono, fino a concorrenza del suo ammontare, euro 200 rapportati al periodo dell'anno durante il quale si protrae tale destinazione; se l'unità immobiliare è adibita ad abitazione principale da più soggetti passivi, la detrazione spetta a ciascuno di essi proporzionalmente alla quota per la quale la destinazione medesima si verifica. La detrazione prevista è maggiorata di 50 euro per ciascun figlio di età non superiore a ventisei anni, purché dimorante abitualmente e residente anagraficamente nell’unità immobiliare adibita ad abitazione principale. La detrazione complessiva non può comunque essere superiore a 400 euro. (D.L. 06/12/2011 n.201, art.13 comma 10)
Solamente l’acconto viene versato con le aliquote e le detrazioni sopra menzionate. In sede di saldo sarà richiesta la quota residua dell’imposta dovuta sulla scorta delle aliquote determinate da Comune e Stato comprensiva di eventuale conguaglio del minor importo versato in acconto. Sarà pertanto indispensabile accertarsi di eventuali variazioni d’aliquota prima del
successivo versamento.


Novità e differenze rispetto all’ICI – Aspetti particolari

Per abitazione principale si intende l’immobile iscritto come unica unità immobiliare, nel quale il possessore e la sua famiglia dimora abitualmente e risiede anagraficamente.
Nb. Se marito e moglie hanno residenza in 2 immobili diversi potrà essere considerato abitazione principale solo un immobile.

- Abitazione principale coniuge separato
L’IMU è dovuta interamente dal coniuge assegnatario della casa ancorché non proprietario (prevale ai fini dell’imposta il diritto di abitazione).

- Concessione in uso gratuito dell’abitazione a genitori o figli: pagamento IMU con aliquota 7,6 per mille
In base alla Legge che disciplina l’IMU non è più possibile beneficiare delle agevolazioni sulle case destinate ad abitazione principale e concesse in uso gratuito, per le quali quindi, si applicherà l’aliquota ordinaria dello 0,76%.



CALCOLO IMU





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